L'INESISTENZA DEL TEMPO

Authors:
DPID: 819DOI: 10.62891/21f9b5b2

Abstract

La ricerca propone di eliminare il tempo come una delle entità fisiche fondamentali, sostenendo questa idea attraverso il principio di invarianza di riparametrizzazione, una simmetria centrale nella "Relatività Generale" e nelle teorie di gravità quantistica. Questo principio afferma che le leggi fisiche e le grandezze osservabili devono rimanere costanti, indipendentemente da come si ridefinisce il parametro utilizzato per descrivere l'evoluzione di un sistema. In altre parole, la fisica profonda non è influenzata dal particolare “orologio” matematico scelto per etichettare gli eventi. Da qui si deduce che il parametro temporale, visto come una variabile esterna di evoluzione, non è un osservabile fisico, ma piuttosto una libertà di gauge nella descrizione matematica. Il tempo newtoniano assoluto è quindi riconosciuto come un'approssimazione utile, ma non essenziale. Il lavoro dimostra come l'invarianza di riparametrizzazione porti naturalmente ad una visione relazionale e atemporale della fisica fondamentale. L'evoluzione dinamica viene ridotta ad una configurazione statica nello spazio delle fasi e, la nostra percezione del flusso temporale, emerge solo attraverso le correlazioni fisiche tra sottosistemi, dove alcuni gradi di libertà agiscono come “orologi interni” per altri. Questa prospettiva risolve il classico “problema del tempo” nella quantizzazione della gravità, in cui l'equazione di Wheeler–DeWitt descrive un universo privo di tempo ed offre un quadro concettuale coerente per interpretare sia la termodinamica del tempo irreversibile sia la coerenza della meccanica quantistica in un contesto senza evoluzione fondamentale. In conclusione, il tempo, inteso come parametro fondamentale, è un costrutto derivato e relazionale, mentre la realtà fisica è descritta da strutture atemporali ed invarianti.