IL SUICIDIO GIOVANILE
Authors:Francesco Mappa
DPID: 963
Abstract
Dopo due decenni di esperienza nell'analisi delle scene del crimine, ho capito che il suicidio di un giovane rappresenta un caso unico in cui vittima e carnefice sono la stessa persona, eppure nessuno dei due sembra davvero responsabile. È un crimine senza colpevole, ma con tanti complici. Quando arrivo sulla scena di un suicidio adolescenziale, la mia prima domanda non è mai "Perché", ma "Chi". Chi ha creato le condizioni affinché un ragazzo di sedici, diciotto, vent'anni arrivasse a pensare che la propria inesistenza fosse una soluzione migliore della vita? Perché questo è il paradosso straziante del suicidio giovanile: non è la morte ad essere scelta, ma la vita ad essere rifiutata come insopportabile.